Campo di volo del G.A.C. Cecina Campo di volo del G.A.C. Cecina

Gruppo Aeromodellistico Cecina

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Benvenuto nel sito del "Gruppo Aeromodellistico Cecina"

Il nostro gruppo nasce nel 1991 come Associazione Sportiva non riconosciuta, ma con alle spalle quasi 15 anni di attività. Il fondamentale obiettivo è coltivare a vari livelli l'hobby dell' AEROMODELLISMO che ognuno è libero di praticare come meglio crede.

Ciascuno condivide le proprie esperienze con quelle di tutti e non esistono nè personalismi nè fini di lucro. Nella ricerca di nuove soluzioni costruttive, nel trascorrere qualche ora sul campo di volo a pilotare o solo nel discutere di problemi strettamente connessi all'attività, troviamo interesse, piacere e soddisfazione. L'importante è cercare sempre di capire e migliorare, in una sola parola CRESCERE.

Siamo in pochi, ma molto determinati. Abbiamo deciso di aprire il sito web del Gruppo per condividere in rete le varie esperienze, il sito sarà in continuo aggiornamento grazie anche all'apporto di tutti.

Dove trovarci: Loc.Cedrino (accanto aviosuperfice ULM) pista privata riservata ai componenti del gruppo, ma aperta a tutti gli appassionati del settore. Fondo erboso 180x30mq obbligo assicurazione personale.

Un saluto dal Presidente del "Gruppo Aeromodellistico Cecina": Ivaldo Bartaloni

Vari modelli

Il nostro campo di volo si trova in località Cedrino (accanto aviosuperfice ULM) pista privata con fondo erboso 180x30 mq riservata ai componenti del gruppo, ma aperta a tutti gli appassionati del settore.

Pubblicato su Modellistica International riv:11/2003 -autorizzazione concessa- sito:   www.modellisticaint.it

IL TRIDENT JOLLY

Dati Modello

Apertura alare 1616 mm
Profilo radice NACA 0010
Profilo estremità NACA 0009
Lunghezza 1445 mm
Superficie alare 49 dm2
massa a vuoto 5000 g
Carico alare 102 g/dm2
Motorizzazione Rossi 61
Elica APC 11x7
Numero servi 6 comandi+2 carrelli retrattili
Trident

PREMESSA

Nel 1976 DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), stanziò dei fondi a favore di General Dynamics, Rockwell e Grumman affinché sviluppasse il progetto di un ricognitore basato sulla geometria ad ali a freccia negativa.

Trident

Tale tipo di configurazione offre due vantaggi fondamentali:
     -riduzione della resistenza indotta (cioè quella generata dalla formazione dei vortici alle estremità alari);
     -notevole aumento della manovrabilità a bassa velocità.

Infatti, in una geometria a freccia negativa la porzione dell'ala che stalla per prima è quella alla radice, contrariamente a quanto accade per le geometrie convenzionali per le quali lo stallo si verifica prima alle estremità alari; queste, se invece la freccia è negativa, continuano a lavorare "in flusso pulito" anche quando gran parte della superficie ha già perso portanza. Tutto ciò si traduce in velocità di atterraggio minore e mancanza di scivolata d'ala al momento dello stallo.

A fronte di questi vantaggi esisteva però la difficoltà (per le tre grandi aziende del settore) di realizzare una struttura di questo tipo usando tecniche e materiali convenzionali nel settore aeronautico (si pensi ai problemi di natura aeroelastica generati dalle forti torsioni applicate alla superficie portante!).

L'affermazione in larga scala dei materiali compositi consentì, negli anni 80, la realizzazione di ali sempre più rigide e resistenti in modo da poter contrastare le forze introdotte dalle sollecitazione di tipo aerodinamico, garantendo inoltre un notevole risparmio di peso.

Pubblicato su Modellistica International riv:10/2007 -autorizzazione concessa- sito:   www.modellisticaint.it

Il KRIS

Dati Modello

Apertura alare 1820 mm
Profilo radice NACA 63012
Profilo estremità NACA 63014
Lunghezza 1720 mm
Superficie alare 59 dm2
Massa a vuoto 3850 g
carico alare 65 g/dm2
Motorizzazione OS 91Fx
Elica APC 16x6
Num. di servocomandi 6
Kriss

PREMESSA

Quando due anni e mezzo fa mi decisi a disegnare qualcosa di veramente personale, cercai tra i modelli attuali quello o quelli che mi avrebbero potuto maggiormente ispirare.

Il target sarebbe stato un modello con spiccate doti acrobatiche, non eccessivamente 3D, ma neanche spudoratamente F3A, di circa un metro e ottanta di apertura alare e motorizzabile con un 15 2T o 20 4T.

Kris

Il peso 'sperato' avrebbe dovuto aggirarsi attorno ai 3.5 max 4 kg e la struttura rigorosamente supercentinata!

E' inutile dire che le fonti inesauribili che andarono per la maggiore furono i soliti CAP, EXTRA, EDGE ed il KATANA, indiscusso mio preferito ma sicuramente inflazionato e per questo ormai riprodotto in tutte le forme e dimensioni (io stesso ne ho disegnato e realizzato uno in versione micro da 65 cm di apertura alare! (Vedi articolo rivista Voloelettrico 2005).

Quello che volevo, insomma, era un modello esteticamente gradevole, che sapesse farsi piacere, che pur non stravolgendo le forme canoniche caratteristiche degli acrobatici purosangue fosse nello stesso tempo diverso da tutti gli altri. Così, quando mi accinsi a tracciare le prime curve al CAD, mi resi subito conto che non sarebbe stato facile 'vincere' in originalità e che lo sforzo per riuscire a conciliare tale aspetto con quello realizzativo sarebbe stato indubbiamente pesante. Alla fine però ne uscì un prototipo che mi accontentò particolarmente: sembrava solido, grintoso ma dalle linee morbide e fluide; insomma sembrava OK! Rimaneva solo da dargli un nome. Dunque vediamo un po', EXTRA, CAP non mi dicevano niente, ma KATANA, perbacco, la mitica spada giapponese, la prediletta dei samurai...ho trovato!

Pubblicato su Modellistica International riv:4,5/2010 -autorizzazione concessa- sito:   www.modellisticaint.it


IL KRIS's'ONE

Dati Modello

Apertura alare 2267 mm
Profilo radice NACA 63012
Profilo estremità NACA 63014
Lunghezza 2365 mm
Superficie alare 99.5 dm2
Massa a vuoto 8650 g
Carico alare 86.9 g/dm2
Motorizzazione Desert Aircraft DA 50R
Elica Menz 23x10
Num. servocomandi 6
Kris's'One

INTRODUZIONE

Durante una manifestazione aeromodellistica del marzo 2008 sull'Aviosuperficie Valdera a Forcoli, ebbi il piacere di condividere con Marco Benincasa alcune sue opinioni sul modello che a tale manifestazione avevo portato: il mio amato KRIS, per il quale, già nel numero di ottobre 2007 della presente rivista, era stato gentilmente presentato dalla redazione un mio articolo.

A parte la proverbiale disponibilità di Marco a dispensare consigli e ad intrattenersi tranquillamente con tutti, emersero alcuni suggerimenti che, secondo il suo parere, avrebbero migliorato le doti di volo del mio modello.

Impulsivamente fui preso subito dalla voglia di mettere in pratica tali consigli, anche perché il mio modello Marco l’aveva provato, e quindi sapeva di cosa stavamo parlando.

Ma ben presto mi convinsi che non avrei avuto molto stimolo né nel modificare il modello attuale (strada decisamente non percorribile), né tantomeno a costruirne uno uguale a parte gli ‘upgrades’  del caso. Per l’appunto il contesto cadeva in coincidenza con un periodo nel quale la voglia di un ‘Modellone’ mi stava sempre più attanagliando.

Così non fu difficile immaginare di poter concentrare gli sforzi nella progettazione di un nuovo modello che riprendesse dal KRIS la geometria e le proporzioni di base, ma che avesse alla fine le dimensioni adatte ad accogliere un bel 50cc benzina.

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